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venerdì 7 dicembre 2018
L'orologio e "l'uomo sveglia"
Prima dei cellulari e degli orologi da comodino, svegliarsi al mattino era questione di "colpi". Quelli che dava alla finestra la "sveglia umana", ovvero una persona che girava per le vie della città e bussava alle finestre della gente che gli aveva affidato l'incarico il giorno precedente. I ferri di questo mestiere ormai perduto erano bastoni molto lunghi, per arrivare a bussare ai piani superiori, e cerbottane. Ad inventare il lavoro della sveglia umana("Knocker-up") fu Mary Smith, una donna londinese vissuta nella seconda metà dell'Ottocento.
venerdì 23 novembre 2018
Gli inventori
Louis Moinet
Durante i suoi studi, si è rapidamente distinto per la sua padronanza di materie classiche. Mentre era ancora uno studente, fu introdotto nel mondo dell'orologeria e passò quasi tutto il suo tempo libero al fianco di un maestro orologiaio. A vent'anni lasciò la Francia per Roma , dove visse per cinque anni studiando architettura, scultura e pittura. Da Roma, andò a Firenze per perfezionare le abilità artistiche che aveva acquisito. Al suo ritorno a Parigi , fu nominato professore di Belle Arti al Louvre. Divenne presidente della Chronometry Society di Parigi e membro di numerose società colte e artistiche.
Ha sacrificato tutto all'arte: il suo tempo, la sua fortuna e la sua salute. Ha passato la maggior parte della sua vita a creare.
L'innovazione e i brevetti dell'orologio
"Watch with touch reading and setting of time functions"
Numero di brevetto: US6052339A
Data: 2000-04-18
Inventori: Erik Jan Frenkel, Pascal Derivaz
"Bicycle watch - dual mode circuit"
Numero di brevetto: US4887249A
Data: 1988-04-19
Inventore: Tom Thinesen
"Efficient use of display real estate in a wrist watch display"
Numero di brevetto: US6525997B1
Data: 2000-06-3
Inventori: Chanrasekhar Narayanaswami, Mandayam T. Raghunath
Riferimento
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metalli,
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L'orologio e la ricerca scientifica
"Orologio astronomico" di Praga (1410)
Datata 1410, la costruzione è attribuita al mastro orologiaio Mikulas da Kadan, cittadina ceca a 110 km dalla capitale. L’opera fu inizialmente concepita a fini agricoli, in quanto fondamentale per i contadini nel rilevare i cambiamenti di stagione e le congiunture astrali. Da allora il "Prazsky Orloj" ha subito diverse aggiunte e riparazioni, specie in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, trasformandosi in una vera e propria attrazione turistica e fonte di ispirazione scientifica.
All'interno del corpo degli animali ci sono sostanze chimiche che cooperano come gli ingranaggi di un cronometro. Gli scienziati si riferiscono alle azioni di questo sistema come "l'orologio del corpo". Per aver scoperto come funziona questo orologio a livello molecolare, tre americani hanno vinto il premio Nobel in fisiologia e medicina.
"In definitiva, sarebbe molto eccitante sviluppare interventi terapeutici per ripristinare l'orologio e, auspicabilmente, mantenerci giovani", ha detto Steve Horvath , professore di genetica e biostatistica all'Università della California a Los Angeles. Horvath ha esaminato il DNA di quasi 8.000 campioni di 51 diverse cellule e tessuti sani e cancerogeni. Nello specifico, ha osservato come la metilazione, un processo naturale che modifica chimicamente il DNA, varia con l'età.
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lunedì 19 novembre 2018
L'orologio nel design
Lee Broom disegna un orologio a pendolo in marmo("The Time Machine") influenzato dall'architettura brutalista
L'orologio macchina nonno Tempo è costituito da un blocco monolitico di Carrara il marmo - un materiale di studio del designer è diventato noto per negli ultimi dieci anni.
Broom ha deciso che un orologio era il giusto sentimento per celebrare il decimo anniversario del suo studio in quanto "sinonimo della commemorazione di un significativo periodo di tempo".
Daniel Wwllington Cassic Oxford Rose Gold
Nome iconico nel mondo dell’orologeria cult, dallo stile preppy e DNA svedese, Daniel Wellington è entrato nella sfera d’azione di watch/lab realtà distributiva specializzata in marchi di nicchia. Gli orologi di design svedese Daniel Wellington sono minimalisti e classici, preppy e contemporanei, ed esprimono perfettamente il successo della creatività scandinava, caratterizzata dalla capacità di mixare toni sofisticati, purezza delle linee e sobria creatività. Elemento distintivo, dal sottile sapore vintage, il classico cinturino interscambiabile NATO, usato dai sommozzatori della Marina Britannica e rivisitato nei colori.
martedì 13 novembre 2018
Sincronicità
Carl Gustav Jung pubblicò un’opera nel 1952 in cui parlava della teoria della sincronicità.
Cos’è la sincronicità? È quel concetto che sostiene che la maggior parte degli eventi, nella nostra vita, hanno un significato preciso e accadono per una ragione. In altre parole, nulla accade per caso.
Secondo la teoria della sincronicità di Jung, nessun avvenimento è un fatto accidentale ma la nostra vita è costellata di un insieme di coincidenze. O meglio, quelle che noi siamo abituati a considerare coincidenze ma che nella realtà non lo sono affatto.
Sarà capitato a tutti di pensare “ma guarda che coincidenza!” riferito ad un incontro, ad una frase letta su un libro, ad un ritrovamento inaspettato, ad una notizia che ci ha colto di sorpresa.
Secondo la teoria della sincronicità, la coincidenza non esiste o meglio si tratta di coincidenze non casuali. La maggior parte degli eventi sincronici che avvengono nelle nostre vite rappresentano un messaggio, un segnale che ci indica la strada da percorrere.
Cos’è la sincronicità? È quel concetto che sostiene che la maggior parte degli eventi, nella nostra vita, hanno un significato preciso e accadono per una ragione. In altre parole, nulla accade per caso.
Secondo la teoria della sincronicità di Jung, nessun avvenimento è un fatto accidentale ma la nostra vita è costellata di un insieme di coincidenze. O meglio, quelle che noi siamo abituati a considerare coincidenze ma che nella realtà non lo sono affatto.
Sarà capitato a tutti di pensare “ma guarda che coincidenza!” riferito ad un incontro, ad una frase letta su un libro, ad un ritrovamento inaspettato, ad una notizia che ci ha colto di sorpresa.
Secondo la teoria della sincronicità, la coincidenza non esiste o meglio si tratta di coincidenze non casuali. La maggior parte degli eventi sincronici che avvengono nelle nostre vite rappresentano un messaggio, un segnale che ci indica la strada da percorrere.
venerdì 2 novembre 2018
Il racconto per immagini
L'orologio è anche presente in molti fumetti, saghe, cartoni, graphic novel, manga. In seguito alcuni esempi illustrati:
Angela Giussiani, "Diabolik", 1962, editore Astorina.
domenica 28 ottobre 2018
L'orologio nella letteratura
L'orologio è uno strumento interessante, molte volte stravagante e fonte di ispirazione. Esso compare numerosissime volte sia nella letteratura italiana che non. In seguito vengono riportati dei curiosi esempi.
Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol (nel romanzo si nota la componente matematica derivante dagli studi dell'autore):
"Il Cappellaio fu il primo a rompere il silenzio.
- Che giorno del mese abbiamo? - disse, volgendosi ad Alice. Aveva cavato l'orologio dal taschino e lo guardava con un certo timore, scuotendolo di tanto in tanto, e portandoselo all'orecchio.
Alice meditò un po' e rispose: - Oggi ne abbiamo quattro.
- Sbaglia di due giorni! - osservò sospirando il Cappellaio.
- Te lo avevo detto che il burro avrebbe guastato il congegno! - soggiunse guardando con disgusto la Lepre di Marzo.
- Il burro era ottimo, - rispose umilmente la Lepre di Marzo. -
- Sì ma devono esserci entrate anche delle molliche di pane, - borbottò il Cappellaio,
- non dovevi metterlo dentro col coltello del pane. La Lepre di Marzo prese l'orologio e lo guardò malinconicamente: poi lo tuffò nella sua tazza di tè, e l'osservò di nuovo: ma non seppe far altro che ripetere l'osservazione di dianzi:
- Il burro era ottimo, sai. Alice, che l'aveva guardato curiosamente, con la coda dell'occhio, disse: - Che strano orologio! segna i giorni e non dice le ore.
- Perché? - esclamò il Cappellaio. - Che forse il tuo orologio segna in che anno siamo?
- No, - si affrettò a rispondere Alice - ma l'orologio segna lo stesso anno per molto tempo.
- Quello che fa il mio, - rispose il Cappellaio. Alice ebbe un istante di grande confusione. Le pareva che l'osservazione del Cappellaio non avesse alcun senso; e pure egli parlava correttamente.
- Non ti comprendo bene! - disse con la maggiore delicatezza possibile. -
Il Ghiro s'è di nuovo addormentato, - disse il Cappellaio, e gli versò sul naso un poco di tè bollente. Il Ghiro scosse la testa con atto d'impazienza, e senza aprire gli occhi disse:
- Già! Già! stavo per dirlo io. - Credi ancora di aver sciolto l'indovinello? - disse il Cappellaio, volgendosi di nuovo ad Alice.
- No, ci rinunzio, - rispose Alice. - Qual'è la risposta?
- Non la so, - rispose il Cappellaio.
- Neppure io, - rispose la Lepre di Marzo.
Alice sospirò seccata, e disse: - Ma credo potresti fare qualche cosa di meglio che perdere il tempo, proponendo indovinelli senza senso.
- Se tu conoscessi il tempo come lo conosco io, - rispose il Cappellaio, - non diresti che lo perdiamo. Domandaglielo. - Non comprendo che vuoi dire, - osservò Alice.
- Certo che non lo comprendi! - disse il Cappellaio, scuotendo il capo con aria di disprezzo - Scommetto che tu non hai mai parlato col tempo.
- Forse no, - rispose prudentemente Alice; - ma so che debbo battere il tempo quando studio la musica.
- Ahi, adesso si spiega, - disse il Cappellaio. - Il tempo non vuol esser battuto. Se tu fossi in buone relazioni con lui, farebbe dell'orologio ciò che tu vuoi."
L'Orologio di Carlo Levi:
"Mi spogliai in fretta. Col gesto abituale di ogni sera, levai l'orologio dalla tasca: lo tenni un poco in mano, e lo avvicinai all'orecchio, prima di posarlo sul tavolino accanto al letto. Sentivo il suo ticchettío regolare, e pensavo che il tempo dell'orologio è del tutto l'opposto di quel tempo vero che stava dentro e attorno a me. E' un tempo senza esítazioni, un tempo matematico, continuo moto materiale senza riposo e senza angoscia. Non fluisce, ma scatta in una serie di atti successivi, sempre uguali e monotoni. Ora l'orologio era sul marmo del comodino, appoggiato obliquamente sul suo moschettone ripiegato, fermo e insieme animato da un moto interno, come un grosso moscone lucente, pronto al volo."
Il libro dell'orologio a polvere di Ernst Jurger:
"Il tempo rappresentato dall’orologio a polvere vive in ciascuno di noi, non solo nei nostri giorni infantili, o durante quelli trascorsi all’aperto oppure in vacanza, ma è come depositato al fondo della nostra essenza. E' qualcosa di diverso rispetto al tempo degli orologi meccanici, ma anche rispetto al tempo solare. Credo che valga la pena di riportarlo alla luce, così come dai detriti di una miniera quasi abbandonata si estrae una roccia rara. Potrebbero risplendervi cristalli non comuni, potrebbe perfino celare virtù terapeutiche, oppure soddisfare una semplice curiosità."
Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol (nel romanzo si nota la componente matematica derivante dagli studi dell'autore):
"Il Cappellaio fu il primo a rompere il silenzio.
- Che giorno del mese abbiamo? - disse, volgendosi ad Alice. Aveva cavato l'orologio dal taschino e lo guardava con un certo timore, scuotendolo di tanto in tanto, e portandoselo all'orecchio.
Alice meditò un po' e rispose: - Oggi ne abbiamo quattro.
- Sbaglia di due giorni! - osservò sospirando il Cappellaio.
- Te lo avevo detto che il burro avrebbe guastato il congegno! - soggiunse guardando con disgusto la Lepre di Marzo.
- Il burro era ottimo, - rispose umilmente la Lepre di Marzo. -
- Sì ma devono esserci entrate anche delle molliche di pane, - borbottò il Cappellaio,
- non dovevi metterlo dentro col coltello del pane. La Lepre di Marzo prese l'orologio e lo guardò malinconicamente: poi lo tuffò nella sua tazza di tè, e l'osservò di nuovo: ma non seppe far altro che ripetere l'osservazione di dianzi:
- Il burro era ottimo, sai. Alice, che l'aveva guardato curiosamente, con la coda dell'occhio, disse: - Che strano orologio! segna i giorni e non dice le ore.
- Perché? - esclamò il Cappellaio. - Che forse il tuo orologio segna in che anno siamo?
- No, - si affrettò a rispondere Alice - ma l'orologio segna lo stesso anno per molto tempo.
- Quello che fa il mio, - rispose il Cappellaio. Alice ebbe un istante di grande confusione. Le pareva che l'osservazione del Cappellaio non avesse alcun senso; e pure egli parlava correttamente.
- Non ti comprendo bene! - disse con la maggiore delicatezza possibile. -
Il Ghiro s'è di nuovo addormentato, - disse il Cappellaio, e gli versò sul naso un poco di tè bollente. Il Ghiro scosse la testa con atto d'impazienza, e senza aprire gli occhi disse:
- Già! Già! stavo per dirlo io. - Credi ancora di aver sciolto l'indovinello? - disse il Cappellaio, volgendosi di nuovo ad Alice.
- No, ci rinunzio, - rispose Alice. - Qual'è la risposta?
- Non la so, - rispose il Cappellaio.
- Neppure io, - rispose la Lepre di Marzo.
Alice sospirò seccata, e disse: - Ma credo potresti fare qualche cosa di meglio che perdere il tempo, proponendo indovinelli senza senso.
- Se tu conoscessi il tempo come lo conosco io, - rispose il Cappellaio, - non diresti che lo perdiamo. Domandaglielo. - Non comprendo che vuoi dire, - osservò Alice.
- Certo che non lo comprendi! - disse il Cappellaio, scuotendo il capo con aria di disprezzo - Scommetto che tu non hai mai parlato col tempo.
- Forse no, - rispose prudentemente Alice; - ma so che debbo battere il tempo quando studio la musica.
- Ahi, adesso si spiega, - disse il Cappellaio. - Il tempo non vuol esser battuto. Se tu fossi in buone relazioni con lui, farebbe dell'orologio ciò che tu vuoi."
L'Orologio di Carlo Levi:
"Mi spogliai in fretta. Col gesto abituale di ogni sera, levai l'orologio dalla tasca: lo tenni un poco in mano, e lo avvicinai all'orecchio, prima di posarlo sul tavolino accanto al letto. Sentivo il suo ticchettío regolare, e pensavo che il tempo dell'orologio è del tutto l'opposto di quel tempo vero che stava dentro e attorno a me. E' un tempo senza esítazioni, un tempo matematico, continuo moto materiale senza riposo e senza angoscia. Non fluisce, ma scatta in una serie di atti successivi, sempre uguali e monotoni. Ora l'orologio era sul marmo del comodino, appoggiato obliquamente sul suo moschettone ripiegato, fermo e insieme animato da un moto interno, come un grosso moscone lucente, pronto al volo."
Il libro dell'orologio a polvere di Ernst Jurger:
"Il tempo rappresentato dall’orologio a polvere vive in ciascuno di noi, non solo nei nostri giorni infantili, o durante quelli trascorsi all’aperto oppure in vacanza, ma è come depositato al fondo della nostra essenza. E' qualcosa di diverso rispetto al tempo degli orologi meccanici, ma anche rispetto al tempo solare. Credo che valga la pena di riportarlo alla luce, così come dai detriti di una miniera quasi abbandonata si estrae una roccia rara. Potrebbero risplendervi cristalli non comuni, potrebbe perfino celare virtù terapeutiche, oppure soddisfare una semplice curiosità."
mercoledì 24 ottobre 2018
L'orologio nelle arti figurative
La persistenza della memoria (1931, conservato al Museum of Modern Art di New York)
di Salvador Dalì

L'Heure de tous (1985, situata davanti l'ingresso della stazione dei treni di Saint-Lazare di Parigi)
di Armand Fernandez

The Alarm Clock (1914, conservato nel Museo Frida Kahlo) di Diego Rivera
di Salvador Dalì

L'Heure de tous (1985, situata davanti l'ingresso della stazione dei treni di Saint-Lazare di Parigi)
di Armand Fernandez

The Alarm Clock (1914, conservato nel Museo Frida Kahlo) di Diego Rivera
L'artista Susan Beatrice ha avuto un'ottima idea per il riciclo dei vecchi e non funzionanti orologi:
per ulteriori informazioni visita questo link
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